Oggi nella società dell’immagine l’olfatto è un senso messo un pò da parte.
L’olfatto è molto più importante di quello che pensiamo, è persino più potente dell vista, è una sorta di terzo occhio che permette di percepire la realtà che ci circonda, compresa quella che non vediamo direttamente.
Siamo molto più condizionati dagli odori di quanto crediamo. Pensate a quanti profumi accattivanti o repulsivi suggestionano fortemente le nostre scelte; non soltanto quelle riguardanti il cibo o il vino, ma anche quelle operate nei rapporti interpersonali, compresa la scelta del vostro partner.
E’ dentro le fosse nasali posizionate sotto l fronte, che i vari sentori raggiungono dei terminali nervosi che prendono il nome di “ciglia” e trasmettono così la sensazione al senso dell’olfatto, che nel cervello si trova accanto quello della memoria.
Quante volte, infatti, sentite un odore che vi riaccende subito un ricordo legato all’infanzia o ad un esperienza passata?
Nella degustazione, l’olfatto ci permette di valutare l’intensità, la complessità, la qualità del vino, l’origine, e darne un descrizione; ma ci permette anche di individuare eventuali difetti come l’odore del tappo, di svanito o di muffa che, a causa di agenti esterni, ne hanno compromesso la qualità.
I profumi del vino si dividono in tre grandi gruppi, come per i profumi per l persona:
Primari, derivano direttamente dal vitigno che è caratterizzato da un suo profumo specifico,
Secondari, derivano dal metodo di lavorazione
Terziario, si formano durante la maturazione e l’invecchiamento del vino.

Che a loro volta si suddividono in
10 famiglie:
frutti, al profumo di frutta;
floreali, nota prevalente il fiore;
erbacei e vegetali, nota verde acerba pungente e penetrante;
erbe aromatiche, … calendula, timo, salvia, basilico, rosmarino, menta , gelsomino … le erbe che si usano in cucina
minerali, il profumo del mare d’inverno o i sentori amari e penetranti degli idrocarburi, pietra focaia, sabbia ghiaia grafite,
speziati: caratteristica dei vini che hanno fatto un passaggio in barrique, le resine del legno cedono l vino certi tipici sentori;
tostati : affinati lungamente in botti , i legni delle botti vengono abbrustoliti con l’uso di fuochi e forni in modo da poter cedere questi caratteristici sentori. volte si puo’ percepire il classico odore di carbone;
animali, la famosa pipì di gatto che caratterizza i Sauvignon Blanc, o merde du poule dei grandi pinot di Borgogna!
eterei: smalto di unghie, cera d’api;
profumi diversi quelli che non vengono racchiusi nelle categorie sopra.
(Tratto da Sommelier .. ma non troppo . di Fede e Tinto. RaiEri )





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